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Count Basie: il Conte (Count)

Nasce in New Jersey ma trascorre la sua vita suonando il pianoforte. Genitori entrambi musicisti e un primo amore per la batteria.
Oggi è un punto di riferimento per il pianoforte jazz e swing (approfondire: lo swing).

Diventa il Count (Conte) del pianoforte jazz di quegli anni; soprannome che assunse perché associato al Duca (“Duke” Ellington).

Note le sue collaborazioni con cantanti noti come Frank Sinatra, Ella Fitzgerald, Tony Bennett, Sammy Davis jr.
Celebre anche la sua interpretazione di Everyday I have the blues, brano di B.B. King con il quale vinse vinse il Grammy Hall of Fame Award nel 1992, per l’interpretazione assieme a  Joe Williams del 1955.

 

FORMAZIONI

Fino agli anni ’50, lavora con la sua Count Basie Orchestra: una big band swing composta da 15/18 elementi.
La band si scioglie e continua però a fare qualche “speciale reunion” anche dopo la morte nel 1984 di Count Basie; ad esempio nell’album di Ray Charles del 2006.

Dagli anni ’70 in poi inizia a suonare assiduamente con John Birks “Dizzy” Gillespie (trombettista, pianista, cantante, percussionista).

 

Quanto ho paura di questo posto

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Quanto ho paura di questo posto…

Come se potessi rivedermici. Come se potessi cavarci fuori qualcosa che si possa ascoltare e che non “ascolto” solo io, dentro, all’interno.

Qualcosa oggi è cambiato. Basta sussurrarmi che niente è ok, ma così sarà sempre e il grunge che si unisce al jazz diventa tutto ciò di cui ho bisogno ora.

Simone Graziano: jazz italiano

Tra i più apprezzati del 2016, c’è Simone Graziano.
Pianista e compositore, toscano.

Ci porta in un mondo fatto di sonorità jazz tradizionali: fiati, contrabbasso, pianoforte. Una formazione classica, insomma. Ma – sapientemente dosate le voci di ciascun attore, le frasi tipiche del jazz si mescolano ad una ricerca mai banale, che rende l’ascolto sempre nuovo e a tratti sperimentale.

In un’intervista si legge che da bamibino studiava Mozart, ma cambiava certe note, perchè non gli piacevano.

 

Altro:

Hiatus Kaiyote – indelebile future soul

Sono anni ormai che ascolto gli Hiatus Kaiyote e non mi stanco mai. Li ho scoperti per caso, facendo zapping tra musica che non conoscevo. E non ho potuto non rimanerne stordita.

Sono stata ad un loro concerto a Londra, qualche mese fa.
E stasera, ascolterò Nai Palm, al Bravo caffè, a Bologna. Spero unplugged. Unica data in Emilia Romagna. Inutile dire che non vedo l’ora.

Attendendo il momento ascolto:


 

Fonti:

Immagine http://hiatuskaiyote.com/wp-content/uploads/2015/10/HK-October-2015-Spotify-Sessions.jpg

James Blake

James Blake viene dall’Inghilterra, vicino a Londra.

James Blake ha una voce penetrante, ritmi sofisticati, tempi dilatati ed un complesso uso dei sintetizzatori.
A me piace ascoltare la sua esibizione live a KEXP.


 

Fonti:

Immagine http://www.indie-zone.it/wp-content/uploads/4EB8374D81301E8274BE4ADB519F342C.jpg e video https://www.youtube.com/watch?v=s8sm9NftTo0

Thelonious Monk: il piano jazz

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Thelonious Sphere Monk (1917 – 1982)

Nasce e vive sulla costa ad Est degli States.

Inizia a suonare nei locali come (harlem) stride piano: la mano sinistra saltella dalle note più basse a quelle più alte, alternando spesso i suoni. E formando, di conseguenza, il suono caratteristico (ecco un esempio di stride piano, eseguita dal nostro contemporaneo James P. Johnson).

Negli anni incontrò artisti come Dizzy Gillespie, Charlie Parker, Miles Davis, John Coltrane, Roy Haynes. Suono al Blue Note. Incise per le case discografiche Riverside records e Columbia records.

Diversi suoi pezzi sono diventati famosi standard. Diversi suoi pezzi lo fanno ricodare ai musicisti come uno dei più importanti pianisti jazz di tutti i tempi.
Qualche esempio:

  • ‘Round midnight, ripresa, poi, da Ella Fitzgerald, Herbie Hancock, Chick Corea, Bobby McFerrin, Miles Davis, John Coltrane, Chet Baker, Sonny Rollins  e Michael Petrucciani (per dirne solo alcuni)
  • Straight, no chaser, che mi fece conoscere, Elisa. Un’amica.
  • Blue Monk

E molti altri.

Theoniuos Monk era conosciuto come il santone pazzo. E si suppone che nell’ultimo tratto della sua vita abbia sofferto di un malattia mentale.
Leggendo qua e là… sinceramente, le stranezze riportate non mi paiono tanto strane. Parecchie cose le faccio pure io!

Annoto qui una frase che amava molto. “È sempre notte; se non fosse così noi non sentiremmo tanto il bisogno della luce”.

 

 

 

Ho preso questi appunti mentre mi lasciavo ispirare da:


Fonti:

immagine di https://www.allaboutjazz.com/media/large/7/5/d/d7d4bc5ccbb4c25538fca8471062e.jpg

Cantautori italiani

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Una nota.
Un abbozzo.

 

Alcuni cantautori italiani

Cantautori genovesi: la scuola genovese

    • Umberto Bindi
    • Fabrizio De André
    • Sergio Endrigo
    • Bruno Lauzi
    • Gino Paoli
    • Luigi Tenco

Poi seguiti da

  • Ivano Fossati
  • Francesco Baccini
  • Max Manfredi
  • Federico Sirianni
  • Cristiano De André

Altro

  • Claudio Lolli (Bologna)
  • Piero Ciampi (Roma)
  • Lucio Dalla
  • Pierangelo Bertoli (Modena)
  • Claudio Rocchi
  • Eugenio Finardi
  • Francesco Guccini
  • Roberto Vecchioni
  • Stefano Rosso
  • Enzo Jannacci
  • Francesco De Gregori
  • Giorgio Gaber
  • Rino Gaetano
  • Nino Tristano
  • Silverio Pisu
  • Duilio Del Prete
  • Gian Pieretti
  • Mauro Lusini
  • Lucio Battisti e Mogol
  • Roby Crispiano
  • Paolo Pietrangelo
  • Edoardo Bennato
  • Franco Battiato
  • Paolo Conte

(e altri…)
Questi sono cantautori italiani ormai universalmente riconosciuti come tali.
Sicuramente molti non sono ancora in questo elenco; sono sfuggiti.
Però si tratta di cantautori consolidati e riconosciuti come autori e interpreti di rilievo.

Collaborarono con la musica d’autore di qualche anno fa, anche poeti e scrittori.
Ad esempio, Pier Paolo Pasolini, Giuseppe Ungaretti, Vinicius De Moraes, Gianni Rodari.

Nuovi cantautori italiani

Il nuovo cantautorato.
Si trova.
Tra i video di YouTube. Qua e là, nella rete. Esiste.
Tanti che scrivono e cantano. Bei testi.
Segnalatemi sotto qualcuno della nuova leva, se vi và (sotto, in fondo alla pagina).

Piccola digressione.

Cantautori italiani

Musica d’autore in Italia

A parte che bisognerebbe capire che significa “musica d’autore”.
Una canzone, quando viene scritta, ha un autore. Sempre e comunque.
Dunque, che cosa si intende per musica d’autore? Tutta la musica?

No.
La musica d’autore fa pensare al cantautore, che più che il virtuosismo, indaga sul significato del testo.
Spesso si tratta di musica folk. Di musica legata alla terra.
Di musica – come si direbbe oggi – geolocalizzata. Perché parla in dialetto, a volte. Perché parla di paesi, di piccole città, di matti, di piccole cose, di tradizioni. Ma che ha, al contempo, uno sguardo lungimirante sui sentimenti, sui rapporti, a volte sulle questioni politiche.

Le canzoni d’autore

Le canzoni hanno sempre un autore.
Quando l’autore è considerato un intellettuale, allora anche la sua produzione artistica viene considerata “d’autore”.
Quando l’autore tratta temi in modo inusuale, divincolandosi da ciò che è già stato scritto e dimostra la sua originalità e il suo modo speciale di narrare, di approfondire, di elaborare… quella diventa musica d’autore.

Sono le parole che rendono “d’autore” una canzone.

La musica impegnata

Un altro modo di chiamare il cantautorato di spessore intellettuale è chiamare la musica di questi autori… musica impegnata.
L’espressione e la categorizzazione rigida dei cantautori rischia di inamidarli, di costringerli dentro a degli schemi.

Evviva la musica fatta con impegno.
Che sia essa stimolante, non per forza solo intellettualmente.
Evviva la musica fatta con impegno. Non per forza “impegnata”; anche ironica, o scanzonata, ma sempre intelligente.

Il cantautore

Il cantautore infondo… è un autore che scrive, ma è anche un cantante che interpreta quello che ha scritto.
È colui che canta ciò che scrive. A differenza dell’interprete (che non scrive) o dell’autore (che non canta/suona).

E mi ritrovo a chiedermi…
perché un interprete non desidera scrivere ciò che canta? Perché deve interpretare il pensiero di altri, che scrivono per lui?
(Le ragioni, in realtà, qui possono essere diverse.)

E perché un autore non si cimenta nell’interpretare anche ciò che ha scritto?

E – forse – chiedendomelo, già mi rispondo.

Creep – Radiohead

Cover YouTube e significato di Creep

Creep, dei Radiohead, è una canzone cult per la generazione che ha vissuto la musica degli anni ’90; assieme ad altri brani, come Karma Police.

Che significato hanno per quelle generazioni? E come vengono reinterpretate oggi?

 

Ipotesi sul Significato di Creep

Senza dubbio Creep rispecchia la personalità di Tom Yorke, cantante e compositore di questo brano. La leggenda narra che Tom si trovasse al college, e che il brano parli di un uomo ubriaco che segue una dona ovunque, ossessionato: per poi scoprire che la donna è in realtà se stesso.
Tom Yorke confessa, in un’intervista,  che la canzone sia legata al cercare una collocazione dell’essere uomo negli anni ’90. Dove le donne si affermano e cambiano il loro ruolo, portando l’essere umano di sesso maschile a dover affermare la propria mascolinità in modo differente e a ricollocarsi. Per differenziarsi anche dai modelli molto mascolini, dell’hard rock, Tom combatte ed elabora attraverso questo brano.

 

Cover YouTube di Creep

Le cover della canzone sono molteplici. Come spesso accade, quando si ha a che fare con una vasta scelta di cover, si possono trovare interpretazioni molto vicine all’originale. Mentre altre stravolgono la canzone, o le danno un’atmosfera differente.

C’è da specificare anche che si tratta di un brano molto noto. Quindi le cover sono davvero tante, da scoprire e da ascoltare tutte, se amate il testo di questa canzone.

Le cover che preferisco, di questo brano, sono:

La cover (chitarra e voce) di Daniela Andrade. Tra le mie preferite in assoluto.
Una delicatezza nel reiterpretare un brano così delicato… che supera l’originale, in questo senso. E lo rende addirittura fragile.
Davvero un ottimo lavoro!

 

Precisa, pulita la cover maschile, di ACMusic7 (nome dell’account YouTube).
Una cover ben fatta, senza

 

Poi c’è la cover di Charlotte Cardin. Giovane e francese, che ha un controllo incredibile in questo brano. La sua voce è sottile e agile. Anche se con variazioni poco usuali per questo pezzo, lei e il suo chitarrista danno, secondo me, una bella versione del brano.
Sì. Sebbene il modo di cantare di Charlotte sembri far parte di tutt’altro genere canoro, sebbene – poi – possa rischiare over-singing (quindi troppo cantato e troppo virtuosismo), la cover è ben riuscita.
Inaspettata.

 

Ed ecco una cover davvero inusuale. Il coro Scala & Kolacny Brother.
Una sfida, Creep, per un coro. Questa cover su YouTube si differenzia per essere la cover di un brano nel quale sono essenziali le dinamiche. E loro rendono il brano etereo.
Bravissimi!

Aggiungo una cover YouTube metal, secondo me ben fatta. Loro sono i Sentenced. E la cover è molto più dura. Perché Creep non è solo una canzone leggera e flebile, ma è anche strozzata e cruda.

Sanremo 2014 #4. La quarta serata

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Confesso.

C’è solo – solitamente – una motivazione che può farmi evitare di ascoltare musica.
Ed è suonarla.

Ieri sera prove con la band. Per cui niente Sanremo.
Ma stasera sì. Sanremo 2014 sia…

 

Sanremo 2014 #4. La quarta serata

  • Apre Marco Mengoni. Bella voce. Interessante interpretazione. Peccato che io non sia molto in accordo col testo di “Io che amo solo te” (Sergio Endrigo).
    Io amo tante cose.
  • I Perturbazione. Cantano, di De Gregori, La donna cannone. Feat. Violante Placido.
    Bell’arrangiamento di archi, devo dire.
  • Siparietto.
    Luciana innamorata di un fantomatico motociclista. Che è, naturalmente, Peppe Vessicchio.
  • Francesco Sarcina con Riccardo Scamarcio alla batteria.
    Cantano Diavolo in me, di Zucchero.
    È un momento un po’ sagra di paese… con ulteriore selfie di Sarcina sul palco. Vabbè.
  • Frankie Hi-Nrg con Fiorella Mannoia.
    Boogie. Di paolo Conte.
  • Ospite. Paolo Virzì.
    Nella giura, lui a capo. E poi Giorgia Surina, Silvio Orlando, Silvia Vallone, Paolo Jannacci, Anna Tifu, Aldo Nove, Rocco Tanica, Lucia Ocone, Piero Maranghi.
  • Noemi, al piano. La costruzione di un amore, di Ivano Fossati e cantata di Mia Martini.
    Bella.
  • Saluto a Francesco Di Giacomo, cantante del Banco del mutuo soccorso.
    Che si è spento oggi, a causa di un incidente.
  • Franceco Renga con Checco dei Modà.
    Con Un giorno credi, di Edoardo Bennato.
  • Aiuto… il Mago Silvan sul palco.
  • Ron con Cara, di Lucio Dalla.
    Voce e chitarra.
  • Arisa con gli Who made who, canta Cuccuruccuccu, di Franco Battiato.
    Lenta
  • Gino Paoli. Ospite. Canta Vedrai vedrai, di Luigi Tenco. E Il nostro concerto, di Umberto Bindi (con elogio a Bindi).
    Grande.
    Accompagnato da Danilo Rea, il pianista. Che improvvisa su Io so che ti amerò e Bocca di rosa.
    Il cielo in una stanza.

 

Finale delle Nuove Proposte

E ora: le Nuove Proposte.

  • Diodato. Con Babilonia.
    Le Narcisse
    distribuzione GOODFELLAS su licenza ETNAGIGANTE S.r.l.
  • Zibba. Con Senza di te.
    Etichetta: Almafactory S.n.c.
  • Roccohunt. Con Nu juorno buono.
    Casa discografica: Sony Music Entertainment Italy S.p.A.
  • The Niro. Con 1969.
    Casa discografica: Universal Music Italia Srl

 

 

 

  • Luca Zingaretti ricorda Peppino Impastato, Vittima della Mafia.
  • Sinigallia… escluso: perché aveva già cantato la canzone che ha presentato, nell’estate scorsa.
  • Raphael GualazziBloody Beetroots con Tommy Lee, batterista dei Motley Crue.
    Cantano/suonano Nel blu dipinto di blu.
    Gualazzi suona incredibilmente.
  • Cristiano De Andrè canta Verranno a chiederti del nostro amore (del padre), al pianoforte.
  • Renzo Rubino canta Gaber, Non arrossire. Feat. Simona Molinari.
  • Fazio prende in braccio la Litizzetto.
  • Enrico Brignano ricorda Aldo Fabrizi.
    Oh… ma canta bene.
  • È nato il Governo Renzi. Domani primo voto di fiducia al Senato, in italia.
  • Giusy Ferreri, con Alessandro Haber e Alessio Boni. Il mare d’inverno.
    Scritta da Enrico Ruggeri.
  • Antonella Ruggiero con i DigiEnsamble Berlin. Che suonano coi tablet.
    Con Una miniera dei New Trolls.
  • Giuliano Palma canta I say I’ sto cca’, di Pino Daniele.
  • Sinigallia con Paola Turci, Marina Rei e Laura Arzilli canta Ho visto anche degli zingari felici, di Claudio Lolli
  • Ospite. Paolo Nutini.
    Con Te vojo bene assaje.
    Poi CandyScream.

 

 

Premio della critica Mia Martini, sezione Nuove Proposte +

Premio della sala stampa Lucio Dalla

Zibba li vince (Zibba vuol dire sigaretta, ma anche freddo; anche se – nel suo caso – è un nomignolo scolastico).

 

Premio al miglior arrangiamento

Renzo Rubino li vince

 

 

 

Vincitore Nuove Proposte di Sanremo 2014:

Roccohunt. Con Nu juorno buono.

 

 

 

 

 

 

 

 

Inizio trasmissione 20.50.

 

 

 

Vedi di più sul Festival di Sanremo 2014:

Sanremo 2014 #3. La seconda serata

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Ok. Puntuale anche alla seconda serata. Mi sono ripromessa almeno, di farmi una prima opinione sulle canzoni e assistere alla prima carrellata di canzoni.<br/
Non dico tutte le puntate.
la seconda sì.

Sanremo #3. La seconda serata

  • Si inizia, stasera, ricordando Alberto Manzi.
    La puntata scorsa si è ricordato De Andrè (padre), Freak Antoni (Skiantos).
    Stasera il maestro che ha insegnato attraverso la televisione
  • Le Kessler? Sì. Le Kessler.
  • Francesco Renga, con A un isolato da te e *Vivendo adesso.
    La Litizzetto sgrida Renga, perché beve da una bottiglietta d’acqua nella quale non copre il marchio.
  • Giuliano Palma. *Così lontano e Un bacio crudele.
  • Si approfondisce il tema di quest’anno di Sanremo: la Bellezza.
    Finalmente il siparietto si conclude.
  • Noemi. Canta Un uomo e un albero e *Bagnati dal sole.
    Noemi chiede al pubblico di battere le mani. Tenera. cerca interazione.
  • Un momento di poesia al Festival. Cristiana Collu, Direttrice del MART di Rovereto.
  • Renzo Rubino, pupillo di Rodini.
    *Ora e Per sempre e poi basta.
    Sempre ricercati.
    Fischi. Tripudio.
  • La Litizzetto risponde ad una spettatrice, @simonasiri, che segue su Twitter e scrive “ma dicono il titolo pensando che noi ce lo ricordiamo? non possono dire “passa la seconda/prima” così capiamo? #Sanremo2014″.
  • Franca Valeri. Io la amo.
    Incredibile.
  • Ron. Ron? Sì, Ron, Con Un abbraccio unico e *Sing in the rain.
    La prima tormentone stile Sanremo. Con la seconda… sembra di stare sulle rive del Mississippi.
    Passa la seconda.
  • Baglioni. Ospite.
    Questo piccolo grande amore e E tu. Strada facendo e Avrai.
    Mille giorni di te e di me.
    Standing ovation.
  • Facebook compra WhatsApp.
  • Riccardo Sinigallia (v Tiromancino): *Prima di andare via e Una rigenerazione.
  • Francesco Sarcina (v. Le Vibrazioni): *Nel tuo sorriso e In questa città.
    E si scatta un bel selfie sul palco col cellulare. Si mormora, istigato dai Finley.
  • Ospite. Rufus Wainwright – Cigarettes And Chocolate Milk.
    Inizia con l’opera lirica, poi pubblica un bell’album premiato anche da Rolling Stone. E oggi è a Sanremo.
    Non deve essere facile.
    Across the universe.

* canzone passata

  1. Giovani proposte. Diodato con Babilonia.
    Interessante.
  2. Filippo Graziani con Le cose belle.
    Figlio d’arte.
  3. Bianca con Saprai.
    Per me plagio parziale degli Aerosmith, con I Don’t Wanna Miss a Thing
  4. Zibba con Senza di te.

Su Twitter le Giovani Proposte favorite sono Diodato e Zibba.
Passano… Diodato e Zibba.

 

Inizio trasmissioni ore 20.40.
Fine trasmissioni ore 01.00.

 

 

 

Vedi di più sul Festival di Sanremo 2014:

Gretchen Parlato: tra la bossa e il jazz

Wow. E dico wow.

Gretchen Parlato tra bossanova e jazz

Gretchen Parlato: fantastica.
Gretchen sta tra la bossa e il jazz, in bilico come una funambola.
Linea pulita, nessuna sbavatura.

Allora io… infida come poche, ho pensato… ascoltiamola dal vivo.
Sottovoce.

Beh… io andrei a cliccare mi piace sulla sua pagina Facebook. Io ho fatto così.
Gretchen Parlato Official page on Facebook

Vorrei fosse la colonna sonora della mia prossima domenica mattina di sole.

Dente – La presunta santità di Irene & altro

Il web, il Premio Italiano della Musica indipendente, il successo di Dante e la presunta santità di Irene

Dente: il cantane, il musicista, le parole

Dente ha iniziato a distribuire i suo primo album durante i suoi concerti. poi ha iniziato a mostrarsi al mondo. E a distribuire. Un giovane che ama dimensioni da assumere da punti di vista differenti. E i non sense.

Il suo sito.

Dente è – al secolo – Giuseppe Peveri. Nasce nel ’76 a Fidenza. E inizia la sua carriera musicale nel 2006.

Ama le parole. Comprende che la parola ha un grande potenziale. Preferisce sottrarre e stupire. Piuttosto che descrivere. Permettendo le parole di trasferire immagini.

Le luci della centrale elettrica – Vasco Brondi

Vasco Brondi e la musica cantautorale dove le parole pesano

Vasco Brondi – Le luci della città elettrica


Anche le Luci della centrale elettrica è un progetto che sposa l’importanza della parola. Intesa come elemento principale di una canzone. Essenziali le melodie, spesso unplugged e soffuse. Parole pesate e talvolta pesati. temi quotidiani, ma elaborati.

Marlene Kuntz, Afterhours, Verdena, Le luci della centrale elettrica, Marta sui tubi, Teatro degli orrori, Zen Circus, Tre allegri ragazzi morti, Brunori sas, Dente, I cani, I ministri, Giardini di Mirò, paolo Benvegnù… e molti altri, sposano la filosofia di una musica essenziale che viene denominata in mille modi differenti. Diciamo che per praticità la denominerò “intimista”.

Bene. Vasco Brondi viene da Ferrara. Terra feconda, l’emilia, per movimenti socialmente e politicamente delineati, alla ricerca di una presunta libertà di espressione. E no vuole essere una critica.
Anche io sono di Modena e vivo attualmente in emilia romagna.

 

Ma vediamo cosa dice wikipedia. Vasco Brondi ha potuto collaborare con Giorgio Canali (ex CCCP), Zen Circus, Rodrigo D’Erasmo (Afterhours), Vinicio Capossela.

Arrangiamenti spogli, atmosfere, dove chi la fa da padrona – ancora una volta – è la parola e le atmosfere che evoca.

 

Mack the Knife – Louis Armstrong

Una canzonetta tedesca per L’Opera da tre soldi

La canzone Mack the Knife è stata interpretata in inglese da Louis Armstrong ed è stata portata al successo da Armstrong e da Bobby Darin.

Mack the Knife è stata scritta per lo spettacolo Die Dreigroschenoper (L’Opera da tre soldi) di Bertolt Brecht. Il testo stesso dell canzone è stato scritto da Bertolt Brecht; con musiche di Kurt Weill

Il testo originale in tedesco è stato tradotto in inglese ed interpretato da artisti anglofoni. Oggi è uno standard jazz

 

Mack the Knife e Bertolt Brecht

Bertolt-Brecht

Bertolt Brecht prende spunto da un’opera di John Gay del 1728, Opera del mendicante. Questa era ambientata da Gay nelle prigioni londinesi e raccontava della corruzione del tempo di aritocratici e borghesi londinesi. Allo stesso modo, Brecht racconta – nella sua epoca – la corruzione

L’Opera di Gay e l’Opera di Becht hanno diverse similitudini. Ad esempio, il protagonista è Macheath, noto criminale. Nell’Opera di Brecht il protagonista viene chiamato Macheath, Mackie Messer, o Mack the Knife. E da lui prende il nome la canzone.

L’Opera da tre soldi racconta la Londra vittoriana. Un’età nella quale il boom economico, portò con se l’inasprimento del divario tra ricchi e poveri. Con la creazione di vaste are urbane, divise tra ricchezza del centro storico e fatiscenza dei bassifondi, dove prostituzione e criminalità dilagavano.

 

Mack the Knife

Ma chi è Mack the Knife?

Mack the Knife è il protagonista de L’Opera da tre soldi. Viene descritto in questa canzone come un furfante, con tratti simili a quelli della malavita organizzata. La prepotenza e il potere imposto con l’uso della forza, tipici di chi ha collusioni mafiose.


Questa la versione di Louis Armstrong

Mack the Knife e Pirate Jenny

Ne L’Opera da tre soldi, oltre a Mack the Kinfe, c’è un altro personaggio: Polly, che canta Pirate Jenny.

Nina Simone ne canta una versione a sostegno della rivoluzione nera. In Italia Milva ne canta una superba versione:


Fonti:

Immagini http://www.random-noise.org/wp-content/uploads/2009/12/Louis-Armstrong.jpg e https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/f/f8/Bundesarchiv_Bild_183-W0409-300,_Bertolt_Brecht.jpg/220px-Bundesarchiv_Bild_183-W0409-300,_Bertolt_Brecht.jpg

Slow boat to China from Frank Loesser to Paul McCartney

Slow boat to China (anche conosciuta come On a slow boat to China)

From Frank Loesser to Paul McCartney

Frank Loesser and Paul McCartney

La canzone è stata cantata per la prima volta da Frank Loesser nel 1948. Dice che a lui piacerebbe portare la sua bella su una lenta barca che unta verso la Cina. Nel gergo dei giocatori d’azzardo si usava questa espressione per indicare un giocatore che perde sempre, costantemente.

In questo caso significa che è il viaggio più lungo che ci sia- Ed èun momento lungo, lunghissimo, per stare con la propria donna; la donna che si ama.

Questa canzonetta leggera e allegra è diventata uno standard pop, ed è stato adottato da grandi cantanti anche dell scena jazz.

 

Rosemary Clooney, Benny Goodman, Peggy Lee, Stan Getz, Bette Midler… quanti cantarono e suonarono questa canzone?


Ecco Peggy Lee e Crosby


Fiona Apple


lararinger e il suo ukulele

I fall in love too easily – Chet Baker

I fall in love too easily è una canzone di Chet Baker, reinterpretata poi da molti altri grandi

 

Nota: Chesney Henry “Chet” Baker Jr. (nato a Yale, 23 dicembre 1929 – morto ad Amsterdam, 13 maggio 1988). Lirico e intimista, jazz, profondamente sentito, cool jazz.


I fall in love too easily
I fall in love too fast
I fall in love too terribly hard
For love to ever last

My heart should be well-schooled
‘Cause I’ve been fooled in the past
But still I fall in love so easily
I fall in love too fast

Il mio cuore potrebbe essere istruito, perché sono stato ingannato in passato
maio mi innamoro ancora facilmente. Mi innamoro troppo velocemente.

 

Altre versioni i I fall in love too easily da ricordare

Questa canzone è stata interpretata davvero da dei grandissimi, anche attuali, dello scenario musicale. Tra i quali anche interpreti che amo particolarmente.

Ho sentito versioni di Sarah Vaughan, Patricia Barber, Ethel Ennis, Carmen McRae, Frank Sinatra, Gal Costa, Gregory Porter…
Addirittura Bjork, con una notevole versione jazz.
O addirittura il pianista e cantante Stefano Bollan, con Irene Grandi.

Non basterebbe il tempo che ho a disposizione per elencarli tutti, versioni strumentali comprese (ad esempio Bill Evans, al piano; o Miles Davis alla tromba, per fare qualche esempio).


Io trovo davvero incredibile Patricia Barber. In molte cose che fa. La amo.


Versione da gustare a luce soffusa, per tutta la sua interezza, quella di Gregory Porter

Cover di I fall in love too easily di maledetti geni di YouTube

Perché poi ti metti a cercare e ad ascoltare finchè non ti scontri con questi grandissimi:


jazzviolao

Unchain My Heart – Ray Charles vs. Joe Cocker

Unchain My Heart: lasciami andare, libera il mio cuore

Ray Charles chiede di essere lasciato libero di andare e amare altrove

Nel 1961 Ray Chares interpreta per primo Unchain My Heart. La incide assieme a Le Raelettes. La canzone canta di una donna che non lo lascia allontanare. E cerca di legarlo a se. Anche se non lo ama davvero.

Unchain My Heart di Joe Cocker

Rockeggia Joe Cocker, a parte un’intro piuttosto blues. Anche Joe Cocker, aiutato da un coro femminile, canta questa canzone. Con una voce più ruvida e più in linea con la musica del 1987. E il brano piace: rimane in classifica per qualche tempo.

Ray Charles and Joe Cocker Ray Charles and Joe Cocker with “unchain my heart”

Astri nascenti di Youtube: le versioni Unchain My Heart

Girovagando per i meandri dello show più disarmante a nostra disposizione, Nostro Signore YouTube, ci imbattiamo in bellissime cover.
Ed è così che con le mie grosse grosse cuffie, nel mio picclo piccolo appartamento mi imbatto in antiche chicche, in musicisti dimenticati, in suonatori del dopolavoro, in piccole speranze, in grandi promesse, in meteore nascoste fra le pieghe di YouTube. E non finirei mai di cliccare e di ascoltarne ancora (finché c’è banda, c’è speranza!).<br/

Pure Hugh Laurie smette di fare il Dottore spocchioso e se la canta.


Molto personale la versione di Elodie Martelet con Nicolas LaTraye


Grazie a Jerry e a Jim


BlindDogMayer

Come Ye – Nina Simone

Un canto di fratellanza che va oltre la Fede comunemente sentita

Nina Simone Nina Simone

Come Ye suona un po’ come un atavico canto tribale in cui si invoca il Signore. In realtà non riesco davvero a leggerlo in questo modo. Lo ascolto e penso… va oltre.

Si trascina lento, ritmicamente stanco e sfinito. E lei, Nina – un personaggio controverso e corrucciato – chiede stancamente di unirci, ttti coloro che non hanno paura, di lottare per un mondo migliore.

E secondo la migliore tradizione soul, che Nina incarna, ci chiede di pregare. Anche se si tratta di deporre le armi, più che pregare. Deporre le armi, per avvicinarci tutti, in un abbraccio irrealistico dove non esiste lotta, non esiste guerra.

Say come ye he ye who would have love > Dite che vengano a lui coloro che vorrebbero amore
It’s time to take a stand > È tempo di prendere una posizione
Don’t mind abuse, it must be paid > Non ha importanza l’abuso: deve essere pagato
For the love of your fellow man > con l’amore verso il prossimo

Ma può esistere un mondo di saggi, nel quale ciascuno abbandona il proprio bisogno di emergere? Può esistere un mondo fatto di pace?

Al di là di fatti puramente biblici, quando ascolto Come Ye mi chiedo se davvero l’utopia potrà corrispondere, un giorno, al distacco dalle pulsioni puramente animali e dall’avvicinamento ad una sorta di consapevolezza. Ma ancora di più associo tutto ciò a chi ha vissuto una vita intera secondo questo credo, ad esempio come Gandhi.

E mi chiedo se è anacronistico e se è folle pensare che un giorno potrà accadere. Che gli interessi del singolo passino in secondo piano. Che la cultura non sia bandiera, ma baluardo e mezzo tramite il quale lasciare da parte agonismo ed egoismo.

Dove il fare del proprio meglio non significhi prevalicare sull’altro e schiacciarlo. Ma dove, fare del proprio meglio significhi fare del proprio meglio assieme agli altri.

Something New: Melody Gardot

Jazz e delicate sonorità di altri tempi

Melody Gardot, classe 1985, viene dal New Jersey, ma vive a Philadelphia.
Dopo un incidente inizia con la musicoterapia ad avvicinarsi al canto e alla chitarra. E inizia a comporre.

Ascolta  Judy Garland, Janis Joplin, Miles Davis, Duke Ellington, Stan Getz e George Gershwin, Caetano Veloso.

Oggi scrive e canta.

 

 

Melody Gardot – Who Will Comfort Me

 

Melody Gardot – Les Etoiles

 

Melody Gardot – Baby I’m fool

 

Album di Melody Gardot

  • Some Lessons: The Bedroom Sessions (2005)
  • Worrisome Heart (2008) EmArcy – seconda posizione nella classifica Jazz Albums
  • Live from SoHo iTunes Live from SoHo – EP (2009) Universal Classics & Jazz – seconda posizione nella classifica Jazz Albums
  • My One and Only Thrill (2009) EmArcy – seconda posizione nella classifica Jazz Albums e nella VG-lista, prima nella Sverigetopplistan, quarta nella Syndicat national de l’édition phonographique e nella Germany Albums, quinta nella Ultratop 50 e nella IFPI Greece e nona in Danimarca
  • Bye Bye Black Bird (2010) (EP)
  • The absence (2012) Decca

“What is what?” Cortometraggio. La luce, la parola, la musica.

1

Guarda questo cortometraggio.
(In fondo a questa pagina trovi il testo in italiano e in inglese).

 

Perchè?

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cortometraggio what is what vincenzo pisani

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“What is what?” Cortometraggio

Testo “What is what?” Cortometraggio – Vincenzo Pisani

COSA È COSA?

In principio era il verbo.
La parola.
E, con essa, il reale.
Nessuna realtà senza parola.
Nessuna cosa preesistente ad essa.
La parola è la sola materia che ci concerne.
Ma, allora, dove stanno le cose?
Dove esistono?
Cosa è cosa?
Cos’è, ad esempio, il rosso?
Qualcuno immaginerà la carrozzeria di una bella auto.
Qualcun altro una succosa fragola.
Qualcuno, ancora, l’abito di una donna un po’ vistosa.
Ma cos’è il rosso?
E cos’è un prato?
Può essere un meraviglioso tavolo verde su cui banchettare allegramente.
O un bellissimo letto per due amanti.
Per qualcuno, può evocare un colore o un profumo.
Qualcun altro dirà, forse, che è semplicemente un insieme di fili d’erba.
Ciò che importa è che, in qualunque modo pensiamo queste cose, esse non esistono come cose in sé, ma solo in funzione delle parole che siamo in grado pronunciare.
Senza nominazione, nessuna distinzione, nessuna identificazione.
Eppure, nella nominazione, nessuna ontologia, bensì puro arbitrio.
La nominazione non rivela e non fonda nulla.
Inventa, semmai.
Nell’illusione di indicare quel che c’è, inventa quel che non c’è.
Così, la parola diviene il campo di esistenza del reale.
Senza di essa, nessuna cosa è.
Shakespeare lo disse già 400 anni fa: “Siamo della stessa materia di cui sono fatti i sogni”.
Parole.
Null’altro.

WHAT IS WHAT?

In the beginning was the word.
The word.
And, with the word, the real.
Nothing real without the word.
Nothing before the word.
The word is the only thing that matters.
But then, what about things?
Where do things come in?
What is what?
What, for example, is red?
Some will imagine the body of a sports car.
Others a juicy strawberry.
Others, still, a woman dressed to kill.
But what is red?
And what is a meadow?
It might be a green table laid for happy banqueters.
Or a bed for hungry lovers.
For some, it might call to mind a color or a fragrance.
Others will say it’s just a stretch of grass.
Whichever way you look at it, these things don’t exist in themselves, but only as the words we can give voice to.
Without the act of naming, there is no distinction, no identification.
Yet in naming, no ontology but a purely arbitrary act.
Naming neither reveals nor brings into being.
If anything, it invents.
And in the illusion of showing what there is, it invents what there isn’t.
Thus, the word becomes the field of existence for the real.
Without it, no thing is.
Shakespeare said as much 400 years ago: “We are such stuff as dreams are made on”.
Words.
Nothing but words.
Words, words, words.

Il testo è di proprietà dell’autore Vincenzo Pisani.
Contattalo qui per richiedere informazioni sulla possibilità di utilizzarlo totalmente o in parte. Vietata la riproduzione senza il suo consenso.

Colonne sonore: Gabriele Tosi e il corto “What is what?”

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Luce nel buio. Il cinema italiano e la sua ripresa. Musica creative commons, per progetti di alta sartoria filmica

Chi l’avrebbe mai detto che, da un’epoca in cui si è mangiato pop corn, guardando al cinema i cinepanettoni, con la musica dance commerciale come colonna sonora, nascesse poi anche un pubblico che avrebbe guardato, amato, apprezzato, considerato La Grande Bellezza di Sorrentino, La Migliore Offerta di Tornatore, ma anche i cortometraggi del panorama italiano più colto?

Eppure è così: Mamma ho perso l’aereo è il leitmotiv delle festività celebrate dalla nostra società, ma – contemporaneamente, e forse perché ne siamo esausti – guardiamo altrove. Cerchiamo libri d’autore, cerchiamo musica d’autore, cerchiamo cinema d’autore, cerchiamo qualcosa che chiamiamo d’autore, perché forse vogliamo semplicemente dire… che vorremmo premiare l’autore.

È come se tutti avessimo molti strumenti per fare e la conseguenza è che tanti prodotti vengono realizzati, s’intendono in questa sede prodotti culturali, ovviamente. Poi, però, abbiamo bisogno di scegliere i migliori e attribuirli ad un autore, per ringraziarlo e per premiare la qualità. Non per denigrare il resto. Non per denigrare l’altro. Ma, semplicemente, per premiare ciò che funziona, quello che ci fa riflettere, quello che ha ancora il potere di tenerci incollati al monitor.

 

Colonne sonore d’autore e Cortometraggi d’autore

Dopo l’Oscar, tutti sembrano impettiti e orgogliosi che talenti italiani emergano a livello internazionale. Tanto che ciascuno di noi dà un contributo. Ciascuno guarda la Grande Bellezza di Paolo Sorrentino, o la va a rivedere al cinema nelle proiezioni speciali; gli italiani partecipano e commentano, nel bene e nel male, votano, lasciano il loro segno, per sostenere la lingua italiana, il linguaggio filmico italiano, la qualità italiana nel mondo.

E così, i protagonisti del cinema italiano (chi i film li produce o li crea) scelgono – talvolta – di utilizzare il loro talento, per lavorare nel segno della qualità. Producendo film d’autore. Scegliendo musica d’autore. A volte, a qualunque costo. Anche svincolandosi da enti che storicamente hanno determinato cosa era bello e cosa non lo era. Cosa era vendibile e cosa non lo era. Cosa poteva piacere al pubblico e cosa non poteva.

Questa è libertà. È avere la possibilità di decidere e lasciarla agli altri. La libertà è potere, è non censurare, è avere scelta e partecipare per decidere e non lasciare decidere ad altri anche per noi.

>>> GUARDA IL CORTO

 

 

Io ho votato per questo cortometraggio italiano, che partecipa ad una competizione mondiale

“What is what?” è un cortometraggio di un capace regista italiano, con musica di un bravissimo pianista italiano, Gabriele Tosi. Votare questo cortometraggio significa riconoscere la qualità del loro operato e farla conoscere al mondo.

>>> VOTA ORA

Grazie.

Vincenzo Pisani regista: What is what?

 

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cortometraggio what is what vincenzo pisani

 

Il regista del cortometraggio è Vincenzo Pisani.

Rachelle Ferrell – I can explain

Autore: Rachelle Ferrell
Anno: 2000
Album: Individuality

 

Una voce unica. Una musicista eccezionale. Rachelle Ferrell.

Versione live di I can explain Rachelle Ferrell. Toglie il fiato.


> Traduzione I can explain – Rachelle Ferrell

 

I come to you with a heavy heart
Don’t know quite where to start…’cept that
No one has ever loved me like you do
Like you do…
Vengo verso te con un cuore pesante.
Non so bene da dove cominciare.
Il concetto è che
Nessuno mai mi ha amata come mi ami tu,
come te.

You treat me like you just don’t care
But we both know darling, that’s not fair!
But no one has ever loved me, not like you do…
Tu mi tratti come se semplicemente non ti importasse.
Ma, caro, lo sappiamo entrambi, che non è giusto.
Ma nessuno mia ha ma amata, non come mi ami tu.

I can explain
Why I caused you pain
Let me tell why
I made you cry
Cause you hurt me
Like no one else before you
But no one has ever loved me like you do
Posso spiegare
perchè ti ho ferito.
Lasciamo spiegare perché
ti ho fatto piangere.
Perché mi hai fatto male
come nessun altro lo ha fatto, prima di te.
Ma nessuno mi ha mai amata come mi ami tu.

Now you wanted me all to yourself
But I just found out you’ve got somebody else!
And oh, but no one has ever loved me like you do
Ora, tu mi volevi tutta per te.
Ma ho appena scoperto che tu hai qualcun altro.
E oh, nessuno mi ha mi amata come tu mi ami.

I can explain
Why I caused you pain
Let me tell why
I made you cry
Cause you hurt me
Like no one else before you
But no one has ever loved me like you do
Posso spiegare
perchè ti ho ferito.
Lasciamo spiegare perché
ti ho fatto piangere.
Perché mi hai fatto male
come nessun altro lo ha fatto, prima di te.
Ma nessuno mi ha mai amata come mi ami tu.

Qui il testo di I Can explain di Rachell Ferrell

 

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Prince & The Revolution – When doves cry

Autore: Prince
(Prince Rogers Nelson)
Anno: 1984
Alti interpreti: Patti Smith,
Quindon Tarver


> chi l’ha scritta?

La canzone è stata scritta in una notte da Prince, nel 1984. In occasione dell’album Purple rain gli venne chiesto di scrivere qualcosa che avesse a che fare con le pene d’amore e lui scrisse in una notte due canzoni, tra le quali “When doves cry” (trad “Quando le colombe piangono”). La scrisse pensando alla tormentata relazione con Susan Moonsie. Una cantante che faceva parte del gruppo delle Vanity 6 (un gruppo voluto dallo stesso Prince, del quale facevano parte la sua ragazza e la sua assistente).


> interpretazione

When doves cry parla di due persone che si attraggono. Ma i loro caratteri li fanno discutere, impediscono loro di trovare un punto d’incontro e sono costrette a lasciarsi. E soffrono per questo, piangendo come due colombe. Una grande passione che non può essere consumata è dolorosa e contraddittoria ed è rappresentata da due colombe che piangono.


> Citazioni dalla canzone

How can you just leave me standing?
Alone in a world that’s so cold?
Maybe I’m just too demanding,
Maybe I’m just like my father, too bold,
Maybe you’re just like my mother,
She’s never satisfied.
Why do we scream at each other?
This is what it sounds like
When doves cry.

Come puoi lasciarmi qui solo?
Solo in un mondo così freddo?
Forse sono solo troppo esigente,
forse sono solo come mio padre, troppo orgoglioso,
forse tu sei solo come mia madre:
mai soddisfatta.
Perchè urliamo l’uno con l’altra?
Questo suono assomiglia al suono di colombe che piangono.

Qui il testo di When doves cry di Prince.


> chi l’ha cantata?

Prince > ascoltala

Patti Smith > ascoltala

Quindon Tarver > ascoltala


> come la ascolto

La versione originale dei Prince & The Revolution. La versione che preferisco.

Versione di Alex Clare. Interessante.

Versione di Guy Sebastian. Soul e ritmica. Mi piace.

Versione di Damien Rice. Eccolo: sempre delicato, vero ed emozionale.
E sempre acustico.

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Italia Loves Emilia | Concerto Campovolo

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Cosa ha rappresentato il concerto Italia Loves Emilia?
E’ stato un evento grandioso e allo stesso tempo l’occasione per raccogliere fondi per le popolazioni terremotate.
Sul palco hanno contribuito Biagio Antonacci che si è esibito assieme ad Elisa Debbi, Claudio Baglioni, Elisa, Tiziano Ferro, Giorgia, Lorenzo Jovanotti, Ligabue, Litfiba, Fiorella Mannoia, Negramaro, Nomadi, Renato Zero, Zucchero. Tutti hanno saputo essere originali e unici. E ci hanno regalato davvero una serata indimeticabile.

Che cos’è Italia Loves Emilia?
E’ un concerto.
E’ il concerto che rinisce 14 grandi firme della musica italiana:
Biagio Antonacci, Claudio Baglioni, Elisa, Tiziano Ferro, Giorgia, Lorenzo Jovanotti, Ligabue, Litfiba, Fiorella Mannoia, Negramaro, Nomadi, Renato Zero, Zucchero e Laura Pausini (che non potrà essere presente all’evento a causa di un altro… lieto evento. E alla quale vanno tutti nostri migliori auguri).

Italia Lves Emilia - concerto campovolo
concerto 22 settembre 2012 - campovolo reggio emilia

Italia Loves Emilia è però anche un’associazione onlus (quindi senza scopo di lucro) che mttea nudo i suoi intenti: è stata costituita per istiuire un evento. Il concerto. E mette ben in chiaro i suoi intenti.
L’associazione raccoglierà fondi tramite biglietti d’ingresso al concerto, t-shirt e gadget, ma anche cd e dvd. E questi fondi verranno destinati alla riscostruzione delle scuole in Emilia colpite dal sisma. >>> Qui tutti i dettagli

Gli artisti: chi e perchè hanno deciso di partecipare al concerto ItaliaLovesEmilia al Campovolo?

Biagio Antonacci
 

Claudio Baglioni
 

Elisa
 

Tiziano Ferro
 

Giorgia
 

Lorenzo Jovanotti
 

Ligabue
 

Litfiba
 

Fiorella Mannoia
 

Negramaro
 

Nomadi
 

Renato Zero
 

Zucchero
 

Canzoni Terremoto per l’Emilia

Un Canzone per i terremotati in Emilia?
Può colmare il silenzio che c’è oggi nel mio paese

Ecco l’elenco delle canzoni di chi ha deciso di dedicare una canzone al terremoto.

Elisa Debbi
Guardate il vostro cielo.
Guardatelo.
E’ uguale al mio
Questione di angolazione.
Come il cielo
anche la terra.
La mia cambia, a volte
da verdi i campi
diventano gialli.E spesso ho sentito
la sirena cantare
svegliata dalle onde.

Un mostro, molti dicono.
Un girotondo e
tutto per terra.

Confusi
ma rimaniamo per mano.
Vicini
a riseminare un’altra storia.
Seguendo la stessa era
e le stesse idee di prima.

[© Elisa Debbi, 2012]

 

Cagne Pelose
“Terremoto di merda 5.9”
canzone terremoto

 

Paolo Belli
feat. Tiziana Quadrelli (Dosso di Cento), Yoel Arencibia Guerra (Camposanto di Modena), Sara Conato (Gonzaga), Fabio Santini (Carpi) e Samantha Poletti (Mirandola)
“Noi cantiamo ancora (Com’è com’è)”
Vai al minuto 10:05 per ascoltare la canzone >
canzone per l’emilia

 

Fabri Fibra con i Crookers
“L’italiano balla”
Parte dei proventi del singolo verrà devoluta al progetto “ANCORA IN PIEDI — Hip Hop 4 Emilia”

canzone terremoto

 

Giovani Artisti Per l’Emilia
“Dare Di Più”

canzone terremoto emilia

 

Emis Killa feat. Marracash, J-Ax, Club Dogo
“Se il mondo fosse”
Testo della canzone > clicca qui
Link per acquistare la canzone > clicca qui


canzoni emilia romagna

 

Andrea Bagni in arte Andre Veleno
“Modena Tiene Botta”

Vai al minuto 02:35 per ascoltare la canzone >

canzone per terremotati dell’emilia

 

Anonimo
“Ventimaggio”

terremoto emilia: canzone

 

Cover. Originale di Francesco De Gregori
Vittorio Sisto
“La storia siamo noi”

canzone per terremoto emilia romagna

 

Pierluigi
“Non si può morire così”

canzone terremotati

 

Nova syndrome feat. Mirko Favetta
“Emilia”


canzone emilia romagna sisma

 

Luca Mele
“Trema la terra trema”

terremoto emilia: canzone

 

Jolla
“Scossa dopo Scossa”

sisma canzone terremoto emilia

 

Francesco Nykieforuk
“Solo per te”

sisma emilia canzone

Le canzoni vengono semplicemente incluse nella pagina. Sono video caricati su Youtube, che ha specifiche direttive in materia di diritti d’autore. Per cui i video contenuti in questo sito hanno specifiche impostazioni del copyright stabilite da youtube stesso.
Scopri di più

emilia terremoto: ponte tra mirandola e san felice | canta la canzone del terremoto per colmare il silenzio

Frasi canzoni -> la nuova poesia?

Possibile che i poeti non esistano più? Possibile che quelli rimasti scrivano canzoni?

Se è così, un giorno mio figlio apriranno il libro di letteratura e a pag. 35 troveranno il capitolo su Franco Battiato, poi a pag. 186 si ritroveranno Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti. Mentre nel reparto di letteratura straniera, a pag. 321 ci sarà Ann Peebles, a pag. 411 i Queen.

La cosa peggiore è che mio figlio farà di tutto per non studiare.
Perché la sua generazione avrà eletto a poeti i burocrati, oppure i politici. Che parlano un linguaggio tutto loro, ermetico, seppur non in rima.

e un due tre..

 

 

♬ ♪ ♩ – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – –
frase canzone:
“You lived inside my world so softly, protected only by the kindness of your nature: You’re my sister and I love you. May all of your dreams come true”
traduzione: “Hai vissuto dentro il mio mondo così teneramente, protetta solo dalla bontà della tua natura: Tu sei mia sorella e Io ti amo. Possano tutti i tuoi sogni realizzarsi”
da “You are my sister” – Antony and the Johnsons

 

♬ ♪ ♩ – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – –
frase canzone:
“Don’t question why she needs to be so free, She’ll tell you it’s the only way to be”
traduzione: “Non chiederle perchè ha bisogno di essere così libera, lei ti risponderà che è l’unico modo di essere”
da “Ruby Tuesday” – The Rolling Stones

 

♬ ♪ ♩ – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – –
frase canzone:
“With no loving in our souls and no money in our coats, You can’t say we’re satisfied. But Angie, Angie, You can’t say we never tried”
traduzione: “Senza amore nelle nostre anime, senza soldi nei nostri cappotti, non puoi dire che possiamo essere soddisfatti. Ma Angie, Angie, non puoi nemmeno dire che non ci abbiamo provato”
da “Angie” – The Rolling Stones

 

♬ ♪ ♩ – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – –
frase canzone:
“I put a spell on you because you’re mine”
traduzione: “ti ho fatto un incantesimo perché tu sia mia”
da “I put a spell on you” – Screamin’ Jay Hawkins

 

♬ ♪ ♩ – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – –
frase canzone:
“Dicono che gli arabi scrivono al contrario, Mohammed ha detto che io scrivo al contrario”
da “Il secondo secondo me” – Caparezza

 

♬ ♪ ♩ – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – –
frase canzone:
“I politici no no non sono più quelli di una volta, le donne no no non sono più quelle di una volta, io no no non sono più quello di una volta, solo la retorica è rimasta la stessa”
da “Il secondo secondo me” – Caparezza

 

♬ ♪ ♩ – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – –
frase canzone:
“Mi hai lasciato da solo davanti a scuola, mi vien da piangere, arriva subito, mi riconosci ho le scarpe piene di passi”
da “Le tasche piene di sassi” – Lorenzo Cherubini

 

♬ ♪ ♩ – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – –
frase canzone:
“Più sogni e meno fai, più fai e meno sogni”
da “Vip in Trip” – Fabri Fibra

 

♬ ♪ ♩ – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – –
frase canzone:
“Se non esistessero i fiori, riusciresti a immaginarli?
Se non esistessero i pesci, riusciresti a immaginarli?”
da “Altre forme di vita” – Bluvertigo

 

♬ ♪ ♩ – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – –
frase canzone:
“Cosa non farei. Io non voglio perdere! Non ridere… Cosa non darei per vivere su un’isola”
da “Vivere una favola” – Vasco Rossi

 

♬ ♪ ♩ – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – –
frase canzone:
“La cosa più semplice, ancora più facile, sarebbe quella di non essere mai nato”
da “Manifesto futurista della nuova umanità” – Vasco Rossi

 

♬ ♪ ♩ – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – –
frase canzone:
“Ho fatto un patto sai con le mie emozioni: Le lascio vivere e loro non mi fanno fuori”
da “Manifesto futurista della nuova umanità” – Vasco Rossi

 

 ♬ ♪ ♩ – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – –
frase canzone:
“Yesterday you say Tomorrow” > leggi tutto
traduzione: “ieri avevi detto domani”
Non è parte del testo. E’ semplicemente il titolo. Credo difficilmente si potesse riassumere in modo più efficace un concetto

 

  ♬ ♪ ♩ – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – –
frase canzone:
“Ho sei cose nella mente e tu non ci sei. Mi dispiace”
da “Hey Man” – Zucchero

 

  ♬ ♪ ♩ – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – –
frase canzone:
“La vita e la bici hanno lo stesso principio: devi continuare a muoverti per stare in equilibrio”
da “I love my bike” – JAx

 

  ♬ ♪ ♩ – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – –
frase canzone:
“Non c’è contatto di mucosa con mucosa eppur m’infetto di te”
da “La canzone che scrivo per te” – Marlene Kuntz

 

  ♬ ♪ ♩ – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – –
frase canzone:
“I’ve given all I can. It’s not enought.”
traduzione: “ho dato tutto quello che potevo. non è abbastanza”
da “Karma Police” – Radiohead

 

  ♬ ♪ ♩ – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – –
frase canzone:
“You don’t know what it’s like to love somebody the way I love you”
traduzione: “tu non sai cosa significa amare qualcuno nel modo in cui io amo te”
da “To love somebody” – Bee Gees

 

  ♬ ♪ ♩ – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – –
frase canzone:
“Quando farsi una ragione vorrà dire vivere”
da “Il giorno di dolore che uno ha” – Luciano Ligabue

 

  ♬ ♪ ♩ – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – –
frase canzone:
“Quale allegria se ti ho cercato per una vita senza trovarti senza nemmeno avere la soddisfazione di averti per vederti andare via”
da “Quale allegria” – Lucio Dalla

 

  ♬ ♪ ♩ – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – –
frase canzone:
“Esser costretti a farsi anche del male per potersi con dolcezza perdonare e continuare”
da “Quale allegria” – Lucio Dalla

 

Yesterday you said tomorrow

Terremoto in Emilia.

Silenzio sul blog.

Grazie al post di un’amica mi ritorna alla mente questa frase:
Yesterday you said tomorrow

Yesterday you said tomorrow > Ieri avevi detto domani

I giorni passano, i minuti passano, i secondi passano. E mentre ci pensi sono già ieri.

Per ricordarlo sempre > ti ascolto “Yesterday you said tomorrow” (Christian Scott)

The Animals – The House of rising sun

the animals - the house of rising sun Autore: anonimo
Interpretazione famosa:
The Animals
Alti interpreti: Bob Dylan, Eagles, Joan Baez, The Beatles, Nina Simone… e molti altri: vedi sotto

The house of rising sun, The house of rising sun The Animals, The house of rising sun testo, The house of rising sun significato



> come la ascolto

Una delle mie favorite. La versione di Joan Baez. Memorabile.

Non poteva mancare quella di Nina Simone.

 

Trovo tra le più belle versioni maschili quella degli Animals.

 

Pulita e quindi anomala ma d’impatto la versione di Caroline Savoie.

 

Trovo eccezionale questa esibizione di Haley Reinhart. Reinterpeta la canzone pr porgerla all’orecchio di un pubblico giovane. Ma con la forza struggente che questa canzone si porta dietro, nel testo e nell’intenzione.

 


> chi l’ha scritta?

Anonimo
La canzone fa parte di una vecchia tradizione folk dei primi del 1800. Viene chiamata sia “The House of rising sun”, che “Rising sun blues”. The House of rising sun viene scoperta da Alan Lomax, ricercatore etnomusicologo che ha scoperto numerose canzoni folk, soprattutto radicate nelle origini degli schiavi deportati d’africa. Figlio di un musicologo, crea anche un sistema di classificazione apposita per gli stili del canto popolare, chiamato Cantometrics.
Lui sostiene che la musica viene tratta e rielaborata da una allata del 1600, probabilmente da attribuire a Matty Groves. Il testo invece venne scritto da Georgia Turner e Bert Martin, di origini del Kentucky.

The House of rising sun significa letteralmente La Casa del sole nascente. La canzone è ambientata a New Orleans e tratta di un’esistenza sfortunata. La Casa del sole nascente sembra poter essere una casa chiusa, un bordello. Probabilmente veniva chiamata così perchè la tenutaria del bordello era una donna di origine francese, madae Marianne LeSoleil Levant (trad. Marianna Sole Levante). La casa chiusa si trovava a New Orleans, in St. Louis Street, al numero 826-830. Venne aperta nel 1862 e chiusa nel 1874, per le proteste dei vicini. Infine venne abbattuta nel 2007.
La canzone The House of rising sun venne interpretata da numerosi artisti. Il primo fu Bob Dylan nel 1961. La cantava raccontando a storia di questo ragazzo che vive un vita cruda, come un narratore esterno che espone il testo della canzone ai suoi auditori. La versione degli Animals rimarrà nella storia, per l’assonanza tra la vita del cantante e del protagonista della canzone.


> interpretazione

The Animals sono gli interpreti più conosciuti di The House of rising sun. Il cantante del gruppo, Eric Burdon, visse una vita fatta di eccessi. La vicinanza al protagonista della canzone e la lettura del significato della canzone degli Animals passeranno allastoria della musica. Un canzone in origine tipicaente folk diventa con l’interpretazione degli Animals una canzone rock. Per la prima volta assistiamo alla commistione fra folk e rock in un unico brano.
Il senso della canzon vienstravolto e il significato prende nuova vita. Si pensa che in origine il protagonista della canzone fosse una lei che è costretta a prostituirsi presso la Casa del sole nascente. Con l’avvento degli Animals il senso della canzone viene adattato a quello di un ragazzo che gioca d’azzardo e ha una famiglia alla spalle consumata dal vizio e dalla depravazione.
E così The House of the rising sun diventa un monito: <Oh, madre dì a tuo figlio di non fare quell che io ho fatto>. Lasciate la cattiva stradda per quella buona e non entrate nella casa del sole nascente.


> Testo femminile e Traduzione

There is a house in New Orleans
C’è una Casa a New Orleans
They call the Rising Sun.
La chiamano “Sole Nascente”.
And it’s been the ruin of many a poor girl.
Ed è stata la rovina per più di una ragazza.
And me, O God, for one.
E io, mio Dio, sono una di loro.
If I had listened what Mama said
Se avessi ascotato quel che disse mia madre,
I’d ‘a’ been at home today.
Sarei a casa adesso.
Being so young and foolish, poor boy,
Ero così giovane e sciocca, che povera me,
Let a rambler lead me astray.
Mi son fatta portare sulla cattiva strada da un vagabondo.
Go tell my baby sister
Ricorda alla mia sorelina
Never do like I have done.
di non fare quello che io ho fatto.
To shun that house in New Orleans
di evitare la Casa di New Orleans
They call the Rising Sun.
che chiamano “Sole nascente”.
My mother she’s a tailor,
Mia madre, era una sarta,
She sewed those new blue jeans.
Lei ha cucito quei jeans nuovi.
My sweetheart, he’s a drunkard, Lord, Lord…
Il mio dolce amore è un alcolizzato, Signore, Signore…
Drinks down in New Orleans.
Beve, giù là, a New Orleans

The only thing a drunkard needs
Le uniche cose di cui ha bisogno un alcolizzato
Is a suitcase and a trunk.
Sono una valigia ed un portabagagli.
The only time he’s satisfied
E l’unico momento in cui era soddisfatto
Is when he’s on a drunk.
era quando era ubriaco.
Fills his glasses to the brim,
Riempie i suoi bicchieri fino all’orlo,
Passes them around.
E li passa in giro.
Only pleasure he gets out of life
L’unico piacere che lui ha dalla vita
Is hoboin’ from town to town.
è di vagabondare di cttà in città.
One foot is on the platform
Un piede è sul marciapiede,
And the other one on the train,
l’altro è sul treno.
I’m going back to New Orleans
sto tornando a New Orleans
To wear that ball and chain.
per indossare questa “palla al piede”.
Going back to New Orleans,
Tornando a New Orleans,
My race is almost run.
la mia corsa è quasi finita.
Going back to spend the rest of my days
Passerò il resto dei miei giorni
Beneath that Rising Sun.
sottostando al Sole nascente.

Qui il testo di The house of rising sun, al maschile. Come viene interpretata dagli Animals e da molti alti interpreti.


> chi l’ha cantata?

Libby Holman > ascoltala
Odetta > ascoltala
Bob Dylan > ascoltala
The Animals > ascoltala
Joan Baez > ascoltala
Nina Simone > ascoltala
The Beatles > ascoltala
Tracy Chapman > ascoltala
Haley Reinhart > ascoltala
Jimi Hendrix (strumentale) > ascoltala
Chet Atkins & Mark Knopfler > ascoltala
Muse > ascoltala
Sinead O’Connor > ascoltala
Dolly Parton > ascoltala
The Platters > ascoltala
Rockapella (solo voci) > ascoltala
Toto > ascoltala
Courtney Love > ascoltala
The White Stripes > ascoltala

tradotte:
I Bisonti > ascolta “La casa del sole”
Riky Maiocchi > ascolta “Non dite a mia madre”
Pooh > ascolta “La casa del sole”

 

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Nancy Sinatra – These Boots Are Made for Walkin’

significato canzoni, significato These Boots Are Made for Walkin’

nany sinatra - boots -these boot are made for walkin Autore: Lee Hazlewood
Anno: 1966
Durata: 2 minuti e 42 secondi
Album: Boots
Interpretata la prima volta da: Nancy Sinatra
Alti interpreti: The Supremes e… vedi sotto


> chi l’ha scritta?

Barton Lee Hazlewood
nasce a Herderson (Nevada – USA), il 9 luglio 1929. In gioventù studiò medicina, combattè con l’esercito la guerra di Corea e fu dj in Arizona. E’ un cantante, infatti compone e canta anche Some velvet morning, che canta in coppia proprio con Nancy Sinatra. Inoltre è appunto compositore. E anche produttore cinematografico. Muore per un cancro renale nell’Agosto del 2007.


> interpretazione

Nancy Sinatra è la figlia di Frank Sinatra. E’ nata a Jersey city (New Jersey – USA) l’8 Giugno 1940. E’ conosciuta per aver cantato varie canzoni, note anche oggi.
Sugar town,
Somethin’ stupid (duetto fra Nancy e il padre Frank Sinatra),
You only live twice (Colona sonora del 5° film di james Bond)
e la cover di Bang bang – My baby shot me down (pezzo scritto in origine da Sonny Bono per l’attrice Cher)

La canzone ha raggiunto nel 1966 la posizione numero uno delle classifiche pop.
Parla di un uomo che non vuole cambiare, che continua a tradire, che continua a promettere senza mantenere.
La canzone venne adottata dalle truppe americane che combattevano la guerra in Vietnam. E compare anhe in Full Metal Jacket, il film del 1987 di Stanley Kubrick, che parla proprio della guerra in Vietnam.


> Testo e Traduzione

You keep saying, you’ve got something
Tu continui a dire che hai qualcosa
for me.
per me.
Something you call love,
Qualcosa che chiami amore,
but confess.
ma confessa
You’ve been messin’ where you shouldn’t have been a messin’
Hai fatto confusione quando non avresti dovuto fare confusione
and now, someone else
E ora qualcun’altra
is gettin’ all your best.
si sta prendendo tutto il tuo meglio.

CHORUS:
These boots are made for walking
Questi stivali sono fatti per camminare
and that’s just what they’ll do
ed è proprio quello che faranno
one of these days these boots
Un giorno di questi, questi stivali
are gonna walk all over you.
ti calpesteranno

You keep lying, when you oughta be
Tu continui a mentire, quando dovresti dire
truthin’
la verità
and you keep losin’, when you oughta
e continui a perdere, quando non dovresti
not bet.
scommettere.
You keep samin’, when you oughta be
Tu sei semprelo stesso, quando invece dovresti
changin’.
cambiare.
Now what’s right is right, but you ain’t been
Ora, quel che è giusto è giusto, ma tu non vai
right yet.
ancora bene.

CHORUS:
These boots are made for walking
Questi stivali sono fatti per camminare
and that’s just what they’ll do
ed è proprio quello che faranno
one of these days these boots
Un giorno di questi, questi stivali
are gonna walk all over you.
ti calpesteranno

You keep playin’ where you shouldn’t be
Tu continui a giocare quando non dovresti
playin’.
giocare.
You keep thinkin’ that you’ll never
Continui a pensare che non ti
get burnt (Ha!)
brucerai mai (Ha!)
I just found me a brand new box
Ho appena trovato una nuova scatola
of matches (yeah)
di fiammiferi
and what he know you ain’t had
e quello che lui sa tu non hai avuto
time to learn.
tempo per impararlo.

CHORUS:
These boots are made for walking
Questi stivali sono fatti per camminare
and that’s just what they’ll do
ed è proprio quello che faranno
one of these days these boots
Un giorno di questi, questi stivali
are gonna walk all over you.
ti calpesteranno

Are you ready boots?
Siete pronti stivali?
Start walkin’! Iniziate a camminare!


> chi l’ha cantata?

The Supremes > ascoltala
Amanda Lear > ascoltala
Planet Funk (colonnna sonora dello spot – pubblicità della Wind) > ascoltala
The boys next door – Nick Cave > ascoltala
LaToya Jackson > ascoltala
Billy Ray Cyrus > ascoltala
Geri Halliwell > ascoltala
Jessica Simpson > ascoltala
Antonio Banderas [per il film di animazione Shrek2] > ascoltala

Cover: Megadeth – “These boots”> ascoltala
Cover: Adriano Celentano – “Bisogna far qualcosa”> ascoltala

 

Altri interpreti li trovi sotto: su youtube artisti anonimi o meno, senza casa discografica o meno, che registrano in studio, che registrano in salotto, in bagno, in cucina ne danno una loro versione


> come la ascolto

Mi piace ascoltare l’originale. Magari inserita come colonna sonora di un film da ricordare:

Bella versione. Billy Strange.

 

Grandiosa versione del Sinfonico Honolulu: una delle più belle versioni che abbia mai sentito!

 

Bellissimo arrangimento! Complimenti Fever 5.

 

Deliziosa. Peccato per il video, ma ho trovato solo questo. Pardon.
The Columbia MT Orchestra and singers.

 

La versione che sta al top di ogni chart però per me è questa: di Ella Fitzgerald, del 1967

 

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CCR – Creedence Clearwater Revival – Rolling on the river (Proud Mary)

creedence clearwater revival and tina turner with ike: proud mary - rolling on the river Autore: John Fogerty
Anno: 1969
Durata: 3 minuti e 7 secondi
Album: Bayou Country
Interpretata la prima volta da: Creedence Clearwater Revival
Alti interpreti: Tina Turner & Ike e… vedi sotto


> chi l’ha scritta?

John Fogerty
nasce a Berkeley (California – USA), il 28 maggio 1945. Suona fino al 1973 con i Creedence, che cambirono molti nomi nel corso degli anni. Suonarono a Woodstock, nel ’69. John Fogerty e Tom (il fratello: chitarrista ritmico) litigarono nel 1971 e Tom lasciò la band.
Nel momento del loro massimo splendore, dal 1968 al 1970, la banda era composta da John Fogerty (chitarra e voce), Stu Cook (al pianoforte), Doug Clifford (batterista), Tom Fogerty (chitarra ritmica e voce).
Memorabili altri pezzi della band: Have you ever seen the rain

Molte le interpretazioni di pezzi neri&blues, come: Night time is the right time


> interpretazione

Fogerty suonava la chitarra e cantava nei CCR [Creedence Clearwater Revival]. Scrisse queta canzone partendo dal titolo, ovvero Proud Mary. In pratica iniziò a volare con la fantasia e diede quel nome ad una barca che avrebbe solcato il Mississippi. Proud Mary – la barca – arebbe trasportato il protagonista, da una vita mediocre e un lavoro sicuro che dava pochi soldi all’altro lato del fiume. Dove la vita è tutta diversa e non importa se hai denaro.
Una canzone semplice, che rivendica speranza. Fogherty stava lavorando a tre pezzi contemporaneamente: “Proud Mary” (che parlava di una domestica), “Riverboat” e “Rolling on the river”. E i tre pezzi sono confluiti in un’unica canzone; Proud Mary diventò così il nome della barca.

Il pezzo non parla di droga (Proud Mary non è la marijuana che brucia). C’è anche chi sostiene che il pezzo parli di prostituzione. Io credo sia solo la storia di un ragazzo che se ne va da una vita che lo opprime e che non fa per lui, preferendo la campagna e la semplicità.

La reinterpretazone di Tina Turner: Tina canta pumped a lot of ‘tane (ottano) invece che pumped a lot of ‘pane (propano – probabilmente). Senza un’intenzione specifica.


> Testo

left a good job in the city,
Ho lasciato un lavoro scuro in città
working for the man every night and day
lavoravo per il Capo tutti i giorni e tutte le notti
but i never lost one minute of sleeping,
ma non ho mai perso nemmeno un minuto di sonno
worring ‘bout the things have been
preoccupato per quello che sarebbe potuto succedere

CHORUS:
big wheel keep on turning,
la grande ruota inizia a girare
proud mary keep on burning,
la nave Proud Mary incomincia a bruciare
rolling, rolling, rolling on the river.
ondeggiando, ondeggiando, ondeggiando sul fiume

cleaned a lot of plates in Menphis,
Ho lavato un sacco di piatti a Menphis (ho fatto il lavapiatti)
pumped a lot of ‘pane down in New Orleans
Ho pompato un sacco di propano giù, a New Orleans (ho fatto il bezinaio)
but i never saw the good side of the city,
ma non ho mai visto il lato divertente della città
until i hitched a ride on a river boat queen
finchè non chiesi un passaggio sulla regina delle barche

CHORUS
[strumentale …]
rolling, rolling, rolling on the river.
ondeggiando, ondeggiando, ondeggiando sul fiume

[strumentale …]

if you come down to the river
se vieni giù al fiume
bet you gonna find some people who live.
scommetti che troverai gente che ci vive?!
You don’t have worry ‘cause you have no money,
Non devi preoccuparti se non hai soldi
people on the river are happy to give.
La gente del fiume è felice di donare

CHORUS
rolling, rolling, rolling on the river.
ondeggiando, ondeggiando, ondeggiando sul fiume
rolling, rolling, rolling on the river.
ondeggiando, ondeggiando, ondeggiando sul fiume
rolling, rolling, rolling on the river.
ondeggiando, ondeggiando, ondeggiando sul fiume


> chi l’ha cantata?

Solomon Burke – 1969-1970 > ascoltala
Tina Turner & Ike – 1971 > ascoltala
Elvis Presley – 1970 > ascoltala
Leonard Nemoy (attore: i comandante Spock in Star Trek) – 1993 > ascoltala
Beyoncé – 2003 > ascoltala
Lucio Battisti – 1971 > ascoltala
Jon Bon Jovi – 1997 > ascoltala
Marco Mengoni – 2010 > ascoltala
Anastacia, Lulu, Heather Small – 2010 > ascoltala

 

Altri interpreti li trovi sotto: su youtube artisti anonimi o meno, senza casa discografica o meno, che registrano in studio, che registrano in salotto, in bagno, in cucina ne danno una loro versione


> come la ascolto

Marco Mengoni la reinterpreta. Personalmente la trovo una grande interpretazione

Bella versione. Bella seconda voce. Mood easy, così com’è stata scritta la canzone.

 

Mi piace molto la sua voce. Peccato che trovo l’interpretazione abbastanza fuori luogo. Voglio dire: non è per forza una canzone che deve essere interpreatata in modo sexy. Peccato che proprio sull’acuto il video venga troncato. L’approccio alla canzone lo trovo interessate comunque

 

Non fatevi ingannare dai primi secondi del video. Bravo Gienek Loska

 

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Kate Bush – Wuthering heights

[Album: 1978 – The Kick Inside]

significato canzoni, significato Wuthering heights

Wuthering heights è un brano scritto una Kate Bush appena maggiorenne. S’innamorò del film “Cime tempestose”, del finale. Scrisse la canzone. Leggendo il romanzo omonimo, scoprì di essere nata lo stesso giorno della protagonista, il 30 luglio.
Il singolo è il primo in assoluto a diventare il primo singolo scritto da una donna nelle classifiche dei singoli inglesi. La forza espressiva di Kate Bush, il romanzo permeato nella cultura anglossassone, l’onirica interpretazione di un amore travagliato traspaiono ancora oggi risentendo questo brano.

 

La canzone parla dell’amore travagliato descritto anche nel romanzo di Emily Brontë. Cime tempestose (Wuthering Heights) parla di Heathcliff e dell’amore travolgente per per Catherine. Thrushcross Grange (una proprietà appartenente a Heathcliff) si trova nelle vicinanze di un’altra tenuta, Wuthering Heights.
Catherine si ammala e muore durante il parto di una bambina, chiamata con il suo stesso nome, ma soprannominata Cathy per distinguerla dalla madre. Prima di morire però Catherine e Heathcliff riescono finalmente a dichiararsi il loro amore infinito ed eterno. Quindici o sedici anni dopo Cathy visita casualmente Wuthering Heights dove si stabilisce e vive una serie di avventure amorose che vedono diversi personaggi. Il romanzo si conclude con Heathcliff che muore. La superstizione locale dirà che Heathcliff e Catherine, finalmente liberi di amarsi, da allora vagano per la brughiera tenendosi per mano.

***

Chi l’ha cantata >

Kate Bush
nasce a Bexleyheath, un distretto a sud di Londra (Inghilterra), nel 1958.
Viene portata al successo dal suo singolo Wuthering heights. Venne fatta conoscere ai discografici da David Gilmour, chitarrista e voce dei Pink Floyd. Kate Bush è conosciuta per il suo stile unico, per la sua voce da soprano che raggiunge tre ottave di estensione. Per la presenza scenica, purtroppo adottata per pochi concerti. La nota più alta da lei raggiunta è il RE5 nlbrano Violin live dal Tour of Life. La nota più alte in voce di petto è il LA4 (nel brano “Suspended in Gaffa”)

Altri interpreti che hanno inciso la canzone:

e altri artisti che potete trovare qui

***

 

Risorse utili >

Testo integrale: http://www.lyricsfreak.com

Testo tradotto in italiano: http://www.angolotesti.it

***

I passaggi a me cari >

/*

I’m coming back, love.
Cruel Heathcliff, my one dream,
My only master.
E’ una nuova alba
Sto tornando, amore,
crudele Heathcliff, mio solo sogno,
mio solo signore

/*

Ooh! Let me have it.
Let me grab your soul away.
You know it’s me–Cathy!
Oh! Fammela afferrare.
Lascia che ti strappi via l’anima.
Lo sai, sono io, Cathy

***

 

Come la ascolto >

Primo video di Kate, datato 1978
onirica, genuina, poetica

.-.-.-.

Secondo video di Kate
onirica, sensuale, consapevole

.-.-.-.

Laura Marie: incredibile cover di una canzone difficile da cantare e da interpretare

.-.-.-.

Italiana con base al pianoforte e un gran controllo della voce. Annalu è piacevole da ascoltare e riascoltare

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Nina Simone – Feeling good

Autori: Anthony Newley e Leslie Bricusse
Anno: 1964
Nota grazie a: Nina Simone
Album: I Put a Spell on You
Durata: 2 minuti e 53 secondi
Alti interpreti: Muse, Michael Bublè e… scoprilo tra le versioni


> chi l’ha scritta?
Anthony Newley e Leslie Bricusse

Feeling good è una canzone di Anthony Newley e Leslie Bricusse scritta in occasione del musical “The Roar of the Greasepaint – The Smell of the Crowd” (trad. “Il ruggito del cerone – L’odore della folla”) del 1964. Nell’immaginario dei più, è una canzone che fa pensare a Nina Simone.
Il musical parla della contrapposizione tra le classi più agiate e le classi meno agiate in inghilterra, intorno al 1960. Nel musical vengono rappresentate varie canzoni, tra cui “Feeling Good”, ma anche “The Joker”, “Who Can I Turn To?” e “Look at That Face”. Nel musical l’incontenibile Cocky e l’imperioso Sir giocano le parti che li portano a rapresentare le classi sociali britanniche di quel tempo.

Nina Simone
nasce a Tryon, North Carolina (USA), nel 1933. 8 fratelli e i pregiudizi verso la gente di colore. Il suo grande talento come pianista si scontra contro queste difficoltà. Il suo nome reale, Eunice Kathleen Waymon, viene modificato nel nome d’arte Nina Simone, in onore di Simone Signoret (attrice francese: Oscar nel 1960 per il film La strada dei quartieri alti (Room at the top). Riesce a studiare pianoforte a NewYork dove inizia la ua carriera come pianista e cantante in vari club. Si ispira a Billie Holiday e George Gershwin, s’immerge nel jazz, nel blues, nel folk. Lotta per i diritti civili.
A fine anni ’70 Nina Simone lascia gli Stati Uniti e gira il mondo, stabilendosi in varie località. Ha due relazioni importanti con uomini potenti e – pare – piuttosto violenti.
Fonte Wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Nina_Simone


> interpretazione

La canzone parla delle cose semplici che circondano il cantante. E di come sia chiaro a tutti e a tutto qual’è lo stato d’animo di chi canta. Nella versione della Simone è evidente la malinconia che accompagna il pezzo. E di come il sentirsi bene che ripete imperterrita e blandamente ad ogni ritornello sia quasi un autoconvincersi che si “deve” sentire bene. Il trascinarsi della canzone, i toni cupi trasmettono grande malinconia, ma credo che traspaia rassegnazione, tritezza e voglia di dimenticare e di rialzarsi. Forza. Forza disperata.

> chi l’ha cantata?

Testo

Testo integrale: http://www.lyricsfreak.com
Testo tradotto in italiano: http://testicanzoni.superba.it
I passaggi a me cari

It’s a new dawn
It’s a new day
It’s a new life
For me
And I’m feeling good
E’ una nuova alba
E’ un nuovo giorno
E’ una nuova vita
Per me
E sto bene

Stars when you shine you know how I feel
Scent of the pine you know how I feel
Oh freedom is mine
And I know how I feel
Stelle quando brillate, sapete come mi sento
Profumo di pino, tu sai come mi sento
Oh la libertà è mia
E io so come mi sento


> come la ascolto

La versione che adoro e che trovo insostitibile è quella di Nina Simone
profonda, vera, sofferta

Incredibile la versione dei Muse che a mio parere sono tra i pochi che sanno far trasudare la canzone di tragicità e di carica emotiva, dopo Nina Simone

Grande cover quella dei My Brightest Diamond. Anche se è molto più di una cover. Live. Shara Worden

Bella questa versione di Lisa, che sapientemente dosa ukulele, tromba e voce

I MadHouse ci hanno regalato una versione diversa. Jazz&trash. Da ascoltare, almeno una volta, per dire di averlo fatto. Hanno un fascino tutto loro. Live

Morgan Sadler dalla sua stanza registra questa. Lei è delicata. E leggera. La prima volta che ho trovato questo video non avrei scommesso su di lei. Ascoltandola ho sentito che per me ha talento

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Leonard Cohen – Jeff Buckley – Hallelujah

significato canzoni, significato Hallelujah

[1984 – Various Positions]

 

chi l’ha scritta | interpretazione | chi l’ha cantata | testo | video



> chi l’ha scritta?
Leonard Cohen

Cohen la scrisse come fosse un lungo poema. Quasi volesse cercare un legame o uno stridere tra sacro e profano. E ancora oggi l’accostamento della sacralità delle sacre scritture e dell’atto d’amore carnale con la propria compagna farebbe discutere. Anche l’ateo più agnostico coglierebbe la profondità del gesto d’amore. Che stracolmo di sentimento, diventa quasi un gesto sacro ed eterno.

Leonard Cohen
nasce a Montreal, Canada, nel 1934. La sua famiglia è ebraica. Si dedica fin da giovane alla poesia, di cui si appassiona. Si traferisce in Grecia, a Hydra. Nel 1966 esce il suo primo successo, “Suzanne”. Cohen è buddhista, ha avuto una moglia (Suzanne Erold), ha due figli, scrive libri. La sua musica influenza molti del panorama internazionale. Francesco De Gregori lo cita in “Alice (non lo sa)” e molte delle sue canzoni prenderanno spunto dalla vena artistica di Cohen.
Cohen nelle sue canzoni parla spesso di depressione, di amore, di sesso, di religione, di musica. Il pessimismo politico-sociale pervade i suoi testi. Anche se spesso vengono abbinate l’ironia e l’umorismo


> interpretazione

Si parla del re Davide e di Betsabea.
Davide vede Betsabea che fa il bagno sul tetto. Il desiderio lo pervade e la passione lo travolge. Lei lo lega alla sedia della cucina, quindi lo doma. Lui si lascia addomesticare (taglio dei capelli).
Hallelujah significa in ebraico “Lode al Signore”. Tutti gli Hallelujah, usati in qualunque circostanza sono di pari valore.

La canzone parla di un rapporto con una donna, ormai spento. Parla dell’amore come una battaglia. E il rapporto muore o comunque anch’esso si addomestica, come coloro che lo provano. E dalla passione travolgente si passa a qualcosa d’altro. Il rapporto si raffredda.

> chi l’ha cantata?

Jeff Buckley (Grace – 1994)
Alexandra Burke
Alistair Griffin
Allison Crowe
Alter Bridge
Amy Macdonald
Annie Lennox
Anthony Michael Hall
Ari Hest
Arooj Aftab
Benjamin Soksou
Bettie Serveert
Bob Dylan
Bon Jovi
Bono (U2)
Brandi Carlile
Chris Botti
Chris Clonts
Clare Bowditch
Cluster
Custard
Damien Leith
Damien Rice
Dave Dobbyn
Donna Lynne Champlin
Edoardo Migliorini
Elio e le Storie Tese (12 settembre 2001)
Elisa nel (Lotus – 2003)
Enrique Morente (versione in flamenco, tradotta in spagnolo)
Eugenio Finardi
Francesco Baccini (La notte non dormo mai – 2002)
Fred Eaglesmith
Gavin DeGraw
Giulio Casale (2005)
Gordon Downie
Hilary Scott
Howie Day
Imogen Heap
Jackie Greene
Jay Clifford
Jeff Martin
John Cale (1991)
John Owen-Jones
Julie Felix
k.d. lang
Kevin Max
Lucky Jim
Maxwell Murder
Michael Bolton
Mike Winger
Myles Kennedy
Myrra Malmberg
Pain of Salvation
Patricia O’Callaghan
Popa Chubby
Prayerbabies
Regina Spektor
Rufus Wainwright
Ryan Adams
Sheryl Crow
Starsailor
Steffen Brandt/Tina Dico (tradotta in danese)
Steve Acho
Street to Nowhere
Susanna and the Magical Orchestra
The Dresden Dolls
Tony Troja e Kate Voegele
Valentina Giovagnini (L’amore non ha fine)
Wayne Whittaker e Kathryn Williams
Willie Nelson
Yaron Herman Trio

 

Altri interpreti che hanno inciso la canzone – Fonte Wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Hallelujah_%28Leonard_Cohen%29

Testo

Testo integrale: http://www.testimania.com

Testo tradotto in italiano: http://www.angolotesti.it
I passaggi a me cari

Well there was a time when you let me know
What’s really going on below
But now you never show that to me do you
But remember when i moved in you
And the holy dove was moving too
And every breath we drew was hallelujah
C’è stato un tempo in cui mi permettevi di sapere
Cosa davvero succedeva là sotto
Ma adesso non me lo mostri mai, non è vero?
Ma ricorda quando mi muovevo in te
E anche la sacra colomba si muoveva
E ogni nostro respiro era un hallelujah
Baby i’ve been here before
I’ve seen this room and i’ve walked this floor
I used to live alone before i knew you
Sono già stato qui
ho visto questa stanza e
ho camminato su questo pavimento
ero solito vivere da solo prima di conoscerti


> come la ascolto
Ci sono diverse versioni che amo.

Quella che delicatamente mi ha fatto vivere più a pieno il testo e la profondità è stata senza dubbio quella di Jeff Buckley.
Esistono diverse versioni: credo sia eccezionale quella unplugged. Chitarra e voce.
delicata piena emozionante sentita

 

Una cover che non riesco a togliermi dalla testa è quella delle Say Chance.
Grande interpretazione, grande talento.

 

Cover corale: accademica, altissima. Fatta con il cuore.

 

Cover corale: contemporana, bell’arrangiamento. Fresca.

Cover veramente di spessore, con video d’autore.
Davvero brave

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Cosa c’è dietro una canzone?

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Cosa c’è dietro un canzone? Perchè quell’accostamento di suoni ci travolge, cambia il nostro umore, ci rievoca talvolta il passato?

I rumori, i suoni sono decisivi per me. Ogni giorno ho bisogno di musica. E la dipendenza si fa più forte a volte, quando come per l’olfatto e il gusto sento la necessità di semplificare il casino che sento dentro attraverso il suono di uno strumento. Nell’atavica ricerca della semplicità.

Whitney Houston – I Will Always Love You

significato i will always love you - whitney houston morte tributo Autore: Dolly Parton
Anno: 1974
Durata: 2 minuti e 55 secondi
Album: Jolene
Interpretata la prima volta da: Dolly Parton
Alti interpreti: Whitney Houston e… vedi sotto

Whitney Houston morta, morte Whitney Houston, canzoni Whitney Houston, significato canzoni, significato I will aways love you, significato canzone whitney houston


> chi l’ha scritta?

Dolly Parton
nasce a Sevierville (Tennessee – USA), il 19 gennaio 1946. Venne chiamata la “regina della musica country”. Componeva, suonava e cantava musica country.Ebbe ben 25 singoli nelle top chart statunitensi. Negli anni ’80 e ’90 si dedica anche al genere pop.


> interpretazione

Dolly Parton scrisse la canzone pensando acolui il quale da sempre la aveva ispirata. Si tratta di Porter Wagoner, nome d’arte per Porter Wayne Wagoner. E’ stato uno dei più grandi cantanti country degli Stati Uniti d’America e Dolly sta per chiudere i rapporti lavorativi con lui.
Dolly è diventata famosa grazie a Porter Wagoner. Infatti lui la lanciò tramite il suo programma televisivo The Porter Wagoner Show. Dolly alla chiusura del rapporto lavorativo che la legava al suo mentore scrive per lui una canzone struggente, appassionata, che vuoe dire “ti amerò per sempre”, appunto I will always love you.

Whitney Houston, al secolo Whitney Elizabeth Houston, nasce a Newark (New Jersey – USA) il 9 agosto 1963. Figlia d’arte: la madre era Emily Drinkard Houston (conosciuta meglio come Cissy) e cantava negli Sweet Inspirations, gruppo femminile soul piuttosto famoso negli Stati Uniti.
Canta I will always love you come colonna sonora del film La guardia del corpo | The bodyguard. Il film ha come protagonista Kevin Costner. Whitney recita per la prima volta proprio in quel film. La colonna sonora del film contiene il pezzo I will always love you che la rende celebre in tutto il mondo, consacrandola come icona della musica pop. Si tratta proprio della I will always love you di Dolly Parton.


> Testo e Traduzione

If I
Se io
Should stay
dovessi rimanere
I would only be in your way.
potrei solo intralciare la tua strada.
So I’ll go
Così me ne vado
but I know
ma lo so
I’ll think of you
Ti penserò
every step of
ad ogni passo
the way.
sulla mia strada.

CHORUS:
And I
E io
Will always
per sempre
Love you, uuhh
ti amerò
Will always
per sempre
Love you, uuhh
ti amerò
You, my darling you, mmmhhhh
tu, mio caro, tu, mmmhhhh

Bittersweet
Agodolci
memories
ricordi
That is all
Questo è tutto quello
I’m taking
che sto portando
with me.
con me.
So good-bye,
Quindi addio,
please don’t cry.
per favore non piangere.
We both know
Sappiamo entrambi
I’m not what you
che non sono ciò
You need.
di cui hai bisogno.

CHORUS:
And I
E io
Will always
per sempre
Love you, uuhh
ti amerò
Will always
per sempre
Love you, uuhh
ti amerò

[strumentale]

I hope
Spero che
life treats you kind,
la vita ti tratti bene,
and I hope
e spero che
you have all you’ve
avrai tutto quello che
dreamed of.
hai sognato.
And I wish you joy
E ti auguro la gioia
and happiness.
e la felicità.
But above all this
Ma soprattutto
I wish you
ti auguro
love.
di amare.

CHORUS:
And I
E io
Will always Love you, uuhh I will al-
per sempre ti amerò, uuuhh, per
-ways Love you, I will al-
sempre ti amerò, io per
-ways Love you, uuhh I will al-
sempre ti amerò, io per
-ways Love youuuhh
sempre ti amerò, uuhh
I Will always Love youuuhh
E io per sempre ti amerò, uuhh
I Will always
E io per sempre
Loooove
amerò
youuuuuuhh.
te.
You
Tu
darling
caro
Oh I’ll always
Oh per sempre
Oh I’ll always
Oh per sempre
Love you uhh uhh
ti amerò uhh uhh


> chi l’ha cantata?

Whitney Houston > ascoltala
LeAnn Rimes > ascoltala
Kenny G (solo sax) > ascoltala
John Tesh (solo piano) > ascoltala
Katherine Jenkins > ascoltala
Me First And The Gimme Gimmes > ascoltala
Leona Lewis > ascoltala
Linda Ronstadt > ascoltala

 

Altri interpreti li trovi sotto: su youtube artisti anonimi o meno, senza casa discografica o meno, che registrano in studio, che registrano in salotto, in bagno, in cucina e ne danno una loro versione


> come la ascolto

Mi piace ascoltare l’originale. Magari inserita come colonna sonora di un film da ricordare:

Bella versione. Denver Gay Men’s Chorus.

 

Particolare versione dei FM95BLÖ: band islandese

 

Gradevole versione stile Dolly Parton! CJayeLeRose.

 

Bravissimo. Complimenti ortoPilot!.

 

 

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