“What is what?” Cortometraggio. La luce, la parola, la musica.

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cortometraggio what is what vincenzo pisani

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“What is what?” Cortometraggio

Testo “What is what?” Cortometraggio – Vincenzo Pisani

COSA È COSA?

In principio era il verbo.
La parola.
E, con essa, il reale.
Nessuna realtà senza parola.
Nessuna cosa preesistente ad essa.
La parola è la sola materia che ci concerne.
Ma, allora, dove stanno le cose?
Dove esistono?
Cosa è cosa?
Cos’è, ad esempio, il rosso?
Qualcuno immaginerà la carrozzeria di una bella auto.
Qualcun altro una succosa fragola.
Qualcuno, ancora, l’abito di una donna un po’ vistosa.
Ma cos’è il rosso?
E cos’è un prato?
Può essere un meraviglioso tavolo verde su cui banchettare allegramente.
O un bellissimo letto per due amanti.
Per qualcuno, può evocare un colore o un profumo.
Qualcun altro dirà, forse, che è semplicemente un insieme di fili d’erba.
Ciò che importa è che, in qualunque modo pensiamo queste cose, esse non esistono come cose in sé, ma solo in funzione delle parole che siamo in grado pronunciare.
Senza nominazione, nessuna distinzione, nessuna identificazione.
Eppure, nella nominazione, nessuna ontologia, bensì puro arbitrio.
La nominazione non rivela e non fonda nulla.
Inventa, semmai.
Nell’illusione di indicare quel che c’è, inventa quel che non c’è.
Così, la parola diviene il campo di esistenza del reale.
Senza di essa, nessuna cosa è.
Shakespeare lo disse già 400 anni fa: “Siamo della stessa materia di cui sono fatti i sogni”.
Parole.
Null’altro.

WHAT IS WHAT?

In the beginning was the word.
The word.
And, with the word, the real.
Nothing real without the word.
Nothing before the word.
The word is the only thing that matters.
But then, what about things?
Where do things come in?
What is what?
What, for example, is red?
Some will imagine the body of a sports car.
Others a juicy strawberry.
Others, still, a woman dressed to kill.
But what is red?
And what is a meadow?
It might be a green table laid for happy banqueters.
Or a bed for hungry lovers.
For some, it might call to mind a color or a fragrance.
Others will say it’s just a stretch of grass.
Whichever way you look at it, these things don’t exist in themselves, but only as the words we can give voice to.
Without the act of naming, there is no distinction, no identification.
Yet in naming, no ontology but a purely arbitrary act.
Naming neither reveals nor brings into being.
If anything, it invents.
And in the illusion of showing what there is, it invents what there isn’t.
Thus, the word becomes the field of existence for the real.
Without it, no thing is.
Shakespeare said as much 400 years ago: “We are such stuff as dreams are made on”.
Words.
Nothing but words.
Words, words, words.

Il testo è di proprietà dell’autore Vincenzo Pisani.
Contattalo qui per richiedere informazioni sulla possibilità di utilizzarlo totalmente o in parte. Vietata la riproduzione senza il suo consenso.

One thought on ““What is what?” Cortometraggio. La luce, la parola, la musica.

  1. Imputazioni, designazioni che creano mondi sorretti dalla mente stessa che sono vacui ma interdipendenti per loro stessa natura

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